mercoledì 22 marzo 2017

La risposta di Civati e le sue ineluttabili conseguenze

Con un certo qual stupore, oggi mi sono ritrovato nella mia casella email un messaggio con mittente "On. Pippo Civati", che vi incollo qui di seguito: 

Caro Lorenzo, 

grazie mille delle righe che hai dedicato a Possibile e al sottoscritto. L'idea dalla quale siamo partiti e che coltiviamo tuttora è quella di costruire un soggetto che sia autonomo e libero nel pensiero e nell'azione, che non si faccia condizionare dalle spinte del potere, ma che, allo stesso tempo, sia capace di dialogare, con l'obiettivo di costruire un programma di governo condiviso da più parti, che siano partiti, associazioni, movimenti civici, singoli cittadini. 

Così come coltiviamo la nostra autonomia, allo stesso modo non chiediamo ad alcuno di aderire a questo progetto in maniera incondizionata, ma chiediamo di esprimere il proprio pensiero (la propria libertà) nell'individuazione non solo dei problemi, ma delle soluzioni alle questioni che riteniamo più centrali per la sinistra e per il paese: uno schieramento che deve essere necessariamente largo e laico, capace di unirsi a partire dalle sfide da affrontare. E penso al lavoro e ai robot, all'elusione delle multinazionali e alla questione migratoria, alla tutela dell'ambiente e alla cosiddetta democrazia energetica. E oltre. 

Unirsi intorno a un progetto culturale, politico e elettorale (e non intorno ai cognomi) è per noi la condizione ineliminabile e imprescindibile per ritrovarci nella stessa idea di paese cui aspirare e da lasciare in eredità ai nostri figli. E' questa la sfida che proponiamo a tutti.

Un saluto caro,

pippo


Tenuto conto che lo avevo stalkerizzato in modo molto limitato (un paio di email, un paio di tag in dieci giorni…), francamente non mi aspettavo che rispondesse.

Quel che è peggio è che la sua riposta al mio post è garbata nei toni e, ahimè, onesta nei contenuti, quindi tocca pagare pegno, nello specifico una tessera e un 2 per mille (non vedo l’ora di vedere la faccia della mia nuova commercialista, che dovrà riempire quella casella, oltre  a quella per una misconosciuta cooperativa sociale di commercio equo quale la Bottega del Sole e quella dell’ 8 per mille ai Valdesi, da irriducibile agnostico…).

Tagliando corto con le facezie, come è sempre stato in precedenza, con la convinzione che la politica debba sempre essere partecipata, in modo o nell’altro, anche a bassa intensità come posso in questa stagione, faccio anche questo atto di fiducia verso Possibile e verso chi ha promosso questo movimento, ad occhi aperti e, come al solito, pretendendo il massimo di coerenza praticabile fra quello che si dice e quello che si fa (o non si fa).

Fermo restando che per quanto riguarda la politica locale, l’esperienza di Carpi Bene Comune, per me resta la realizzazione ante litteram di quanto prospettato da Civati a livello nazionale (unità sulle cose, prima che su simboli e nomi di candidati, coerenza di storie e comportamenti, voglia di governare ma non a costo di rinunciare alle proprie idee e principi, ma di questo ne riparleremo in un altro post, prossimamente), al momento Possibile mi pare il progetto a livello nazionale più interessante, per le posizione espresse finora e per il modello organizzativo che si sono dati.

Non so se altri carpigiani vi abbiano già aderito, se ci sono (e se ci sono “indecisi” che potrebbero farsi “tentare”) sappiano che basta essere in dieci (se ricordo bene) per far partire un comitato e che il mio decimo almeno ce l’ho messo, quindi se qualcuno vuole mettersi a tirare la carriola di Possibile a livello locale ha tutto il mio appoggio (morale).

Come sempre: se volete avere il diritto di lamentarvi per come vanno le cose, provate almeno una volta a cambiarle, mettendovi in gioco, che a far commenti su FB son buoni tutti (io per primo).
Più di così non so cosa dirvi.
  
P.S. 1: In realtà anche la risposta di una semplice militante di Possibile come quella che trovate nei commenti al post precedente, già mi avrebbe convinto, quindi grazie anche a Silvia Bianchi

P.S. 2: Per i malfidati: la tessera l’ho già pagata, mentre aspettavo il treno cancellato per Carpi delle 18.34…